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Iniziative: Al Blue Team di Arezzo, un nuovo progetto per la crescita del tennista

Step, step, hurrà

Un passo in avanti nella formazione dei tennisti, giovani e meno giovani. Uno “Step”, per essere precisi, già provato in estate da Stefano Galvani a Wimbledon, con ottimi risultati. Fortemente voluto e concepito da Corrado Tschabuschnig, lo Step-Sport Towards Evolution Project sta per partire: i corsi si terranno all’Accademia Blue Team di Arezzo a partire da novembre. Ne abbiamo parlato con Giorgio Zandonà, mente e responsabile dell’iniziativa.

di Corrado Tschabuschnig

Per un Tennista
l’importante è crescere,
ma non solo sul campo
da gioco. Deve farlo in ogni
dimensione possibile


Allora, Giorgio, in cosa consiste questa nuova idea?
“Si tratta di un insieme di strumenti da affiancare a quelli tradizionali, che hanno l’obiettivodi portare l’allievo verso un allenamento più completo, diremmo più globale. Una preparazione, quindi, che cerca, per quanto possa fare un corso solo introduttivo, di toccare degli aspetti normalmente trascurati nella preparazione, e di affinarne altri già esistenti”.

Qual è il fine di questo approccio alla preparazione?
“Il giovane tennista è prima un ragazzo che un tennista, e in seguito sarà prima un uomo che un tennista in pensione. Nello sport attuale, a un ragazzo si parla di crescita e di valori, ma poi cosa vediamo ogni giorno? “Altro”, di certo. Questo approccio pretende di offrire un’alternativa da contrapporre a questo “altro”, e propone strumenti per crescere in ogni dimensione possibile”.

Ci puoi elencare alcuni aspetti che vengono affrontati?
“La leggerezza nel movimento, la rapidità, la coordinazione, il senso del ritmo, la potenza, il rilassamento, la per fezione del gesto e l’auto affinamento.
Ma anche l’importanza dell’altro e del mondo che ci circonda, la conquista della calma, la capacità di accogliere la vita, la generosità e la profonda lealtà, la conoscenza di sé e della natura, il rilassamento creativo, la dedizione ed il massimo impegno, la creatività, la capacità di ascoltare profondamente i propri bisogni senza trascurare quelli degli altri, sono alcuni degli aspetti sui quali i ragazzi lavoreranno.
Questo lavoro porta naturalmente ad una maggiore armonia con se stessi e gli altri, la gioia di fare ciò che si fa e la voglia di apprendere, di studiare, di migliorare. Dal punto di vista della performance porta ad una crescente capacità di gestire ed utilizzare la propria energia, il proprio corpo e la propria mente. In questo caso applicato al tennis. L’allievo sarà sempre protagonista di ciò che si fa in quanto ogni cosa gli verrà spiegata per renderlo il più consapevole possibile e all’altezza di por tare avanti quanto spiegato con un atteggiamento di ricerca, di studio. Questo lavoro aiuta un allievo ad essere uno un ragazzo che si pone in modo curioso, critico, aperto, creativo, libero e leale nei confronti di un problema da affrontare o di un obiettivo da perseguire”.

Questo lavoro porta solo risultati nella vita o anche sul campo?
“Io ho utilizzato questi strumenti in decine di contesti diversi e di diversa natura, ma al centro c’era sempre l’uomo.
Non dimentichiamo quest’aspetto.
È l’uomo che cammina, non il tennis o la politica.
Sviluppando se stessi verso l’evoluzione, cioè, in modo globale, diventa possibile esprimere totalmente i propri talenti.
Un’auto con solo tre ruote ben gonfiate non esprimerà al massimo le proprie potenzialità, ma farà danni. È necessario gonfiare la quarta e ottimizzare tanti altri fattori. Allo stesso modo un uomo, la macchina più complessa che conosciamo, possiede diverse dimensioni, ed ognuna di queste partecipa alla messa a punto dell’uomo. Un atleta che si sviluppa in modo più unilaterale come normalmente accade, si carica di aggressività e ansia per raggiungere il risultato, e di frustrazione e rabbia quando il risultato non arriva, o rassegnazione quando l’età avanza o un infortunio lo coglie.
Un ragazzo che porta avanti uno sviluppo armonico e globale,sarà sempre felice, sia che
perde sia che vince, perché avrà capito profondamente che la sua serenità non può e non deve giungere dallo sport ma da dentro di sé, e perché avrà imparato ad accogliere e rispettare ciò che accade nella vita, cercando con tutti i propri mezzi di coglierne l’insegnamento positivo invece che di lamentarsi e lottare a vuoto.
La sua felicità giungerà ogni volta che egli si guarderà allo specchio, ogni volta che egli guarderà il cielo o qualunque altra cosa. Beninteso che poi si mira anche al risultato, ma in modo più libero. Così facendo, questo ragazzo comprende e trova la bellezza nella perfezione del gesto e non solo nel risultato, divenendo un portatore di bellezza e di per fezione. A me personalmente basta questo”.

Anche grazie al progetto Step, Galvani ha compiuto in estate un exploit a Wimbledon...
“Si, esatto. Galvani è un grande giocatore. Abbiamo fatto un esperimento rapido ed intensivo ma senza lavoro sul fisico, quindi molto parziale. Comunque è stato pazzesco vedere cosa è successo in due settimane.
Ma non è sempre così automatico e facile, perché un ragazzo porta con sé tutto il proprio passato contenente anche le informazioni che frenano la crescita e lo sviluppo dei talenti”.

Questi strumenti sono stati concepiti direttamente per lo sport?
“No, sono strumenti finalizzati all’evoluzione che io ho costruito per addestrare me stesso nella vita in questi ultimi 30 anni e contemporaneamente per divulgare all’esterno.
Così mi sono trovato ad insegnarli a persone con problemi di varia natura: performance psicofisica, salute, psicologici, esistenziali, affettivi o per trovare nuove dimensioni del vivere, più umane. Con i ragazzi ad Arezzo sarà un esperimento, un progetto pilota, e in base ai risultati vedrò se c’è apertura o meno, se c’è interesse da parte del mondo dello sport verso nuove dimensioni,
nuovi percorsi. In base alla risposta ottenuta vedremo se proseguire o se smettere allegramente”.

Allora dobbiamo aspettarci grandi cose da questo corso...
“Non dipenderà dal corso ma da come i ragazzi si pongono verso il corso. Comunque sarà un lavoro di carattere introduttivo, che mirerà più che altro a far vedere ai ragazzi nuove dimensioni verso le quali è possibile dirigersi, per far le stesse cose ma in modo nuovo.
Dar loro un’alternativa all’omologazione attualmente esistente.
Sono tanti i parametri sui quali verrà misurato l’effettivo miglioramento, e i risultati li sapremo a giugno. Questo sarà necessariamente un corso leggero, fatto tramite seminari di una giornata, una volta al mese, nel corso dei quali i partecipanti riceveranno materiale didattico, faranno teoria e pratica. Ritengo che sia una grande occasione per un ragazzo che pratica il tennis. Di certo sarà per tutti i partecipanti un esperienza unica e assolutamente nuova, che vale la pena di essere vissuta”.

È un corso aperto a tutti?
“Il corso è aperto a ragazzi e ragazze tra i 15 e i 21 anni, ovviamente con eccezioni per casi particolari. Ci sarà un numero chiuso, vista la particolarità dell’iniziativa. Attraverso test e questionari, si individueranno i giovani più adatti a seguire questo lavoro”.

Il corso va da novembre a maggio per un totale di 8 seminari teorico pratici di un giorno ciascuno, ad Arezzo, presso l’accademia Blue Team.

Per informazioni: step@topseed.net